martedì, 11 marzo 2008

«Matrimonio, aborto, eutanasia:
così Zapatero condurrà il Paese al disastro»

Il primate di Spagna dopo la vittoria di Zapatero

TOLEDO - Prima di parlare, il cardinale Antonio Cañizares, primate di Spagna, arcivescovo di Toledo, ha piacere che si veda la sua cattedrale. «Qui è nata la Spagna. Nel 593, con la conversione del re visigoto Recadero. Anzi, Benedetto XVI mi ha detto che a Toledo è nata l’Europa, con l’incontro nel cattolicesimo tra tedeschi e latini, due secoli prima di Carlo Magno. Poi la chiesa fu distrutta e divenne moschea. Poi fu distrutta la moschea e fu ricostruita la chiesa…». Lo chiamano il piccolo Ratzinger, per i capelli candidi, il tratto cortese, la fermezza.

Cardinale, avete perso le elezioni? La vittoria di Zapatero è la sconfitta dei vescovi spagnoli?
«No. Mi congratulo con Zapatero. Siamo pronti a collaborare con lui, purché si muova nel solco della Costituzione e persegua, come fa la Chiesa, il bene comune. Noi non siamo contro il governo. Certo, i conflitti con il potere costituito sono per la Chiesa una condizione storica». In Italia si pensa il contrario, al punto talora da identificare la Chiesa con il potere. «Forse, in passato. Oggi la Chiesa non è il potere, anche se può subirne la tentazione; ma in fondo anche Cristo fu tentato. E noi non cesseremo di reclamare contro alcune cose che il governo ha fatto o potrà fare».

Lei ha parlato di una «rivoluzione culturale laicista» di Zapatero. Che cosa intende? Questa rivoluzione continuerà?
«Sì, è in corso una rivoluzione culturale. Non solo in Spagna; in tutto l’Occidente. La denuncia Benedetto XVI, quando paventa la dittatura del relativismo. La Spagna rappresenta la punta più avanzata di questa rivoluzione, con le sue leggi “di genere”, che vanno ben oltre il femminismo tradizionale, questa sorta di lotta di classe tra uomo e donna. Il governo spagnolo ha varato leggi che negano l’evidenza della natura e della ragione, che affidano allo Stato la formazione morale dei giovani, che si propongono di fondare una nuova cultura su una concezione falsa della libertà».

Una rivoluzione che ora continuerà. Cosa deve fare la Chiesa?
«Quanto ha fatto finora. La sinistra parla di allargare i diritti. Ma i diritti non si creano in Parlamento. La Chiesa vuole collaborare a costruire una società di convivenza e di pace. Ma quale convivenza può esserci al di fuori del matrimonio tra un uomo e una donna? Quale convivenza può esserci se si intende eliminare Dio dalla vita sociale? Quale convivenza può esserci se si nega il diritto alla vita? Non abbiamo nulla da rimproverarci: sarebbe un tradimento se rinunciassimo a difendere la vita, dal concepimento alla morte naturale. Noi non siamo contro la democrazia, ma a favore; chi nega il diritto alla vita è contro la democrazia, e conduce la società al disastro. Noi difenderemo i valori in pericolo. E ci batteremo contro l’ampliamento della legge sull’aborto, e contro l’eutanasia».

L’aborto in Italia è tornato nell’agenda politica. In Spagna la legge è più restrittiva che in Italia. Teme che Zapatero intenda cambiarla?
«Ci sono a sinistra persone e gruppi che lo chiedono. Ma la Corte costituzionale ha riconosciuto i diritti del nascituro. Noi dobbiamo innanzitutto chiedere la piena applicazione della legge in vigore: sono convinto che molti dei centomila aborti che avvengono in Spagna ogni anno sarebbero evitati. Conosco la battaglia di Giuliano Ferrara per la moratoria, e vi aderisco. Per il futuro, mi batterò per l’abolizione dell’aborto. Che è il peggior degrado della storia dell’umanità».

Zapatero è stato polemico con i vescovi in campagna elettorale. Che effetto le ha fatto?
«Non l’ho capito. E tuttora, dopo il suo trionfo, continuo a non capirlo. Le sue aggressioni verbali si basavano su parole manipolate, come quelle del cardinale Rouco Varela, o riferite dai media in modo incompleto, come quelle del cardinale García Gasco. Comunque, non ho nulla contro la persona. Lui stesso ha detto di non voler ripetere gli errori. Prego per lui che imbocchi la strada giusta».

Questo significa che può cominciare una nuova stagione nei rapporti tra governo e Chiesa?
«Da parte nostra non esiste, non può esistere nessuna nuova stagione. In questi anni la Chiesa spagnola non ha compiuto un solo atto di ingerenza. Il cristianesimo è l’unica religione che separa fede e politica: a Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare. Di Dio sono la vita, la verità, l’uomo».

La destra non ha fatto propria la battaglia culturale della Chiesa. Ora cosa dovrebbe fare, secondo lei, l’opposizione a Zapatero, in Parlamento e nella società?
«Non mi permetto di dare indicazioni a un partito. Dico che il futuro della nostra società si gioca in una grande battaglia culturale, e che nessun cattolico, in qualunque partito militi, può disertare. Al contrario: il parlamentare, il medico, il docente universitario, ognuno deve fare la sua parte. E la Chiesa deve evangelizzare la Spagna. Noi non vogliamo essere fattore di divisione, ma del progresso autentico; non del progresso che rinchiude la ragione nel recinto della scienza».

Il confronto tra Stato e Chiesa è un tema anche della campagna elettorale italiana. Qual è la differenza tra la Chiesa spagnola e la nostra?
«La Chiesa italiana ha più spazio sui media. Quando ci fu il Family Day, tutti i giornali dedicarono più pagine alla manifestazione di piazza San Giovanni, emezza pagina a quella laicista di piazza Navona. In Spagna molti giornali avrebbero fatto il contrario. Da qui l’impressione che la Chiesa italiana sia più ascoltata. Ma guardi che anche in Spagna la gente ci sta a sentire. Quando mi incontrano in stazione o all’aeroporto, i passanti mi incoraggiano: “Don Antonio, avanti così!”. Quando il cardinale Rouco ha invitato i madrileni in piazza, sono venuti in due milioni. Finora c’è stato un deficit dei cattolici nella vita pubblica, ma le cose stanno cambiando, e il futuro sarà diverso».

L’unità nazionale spagnola è in pericolo?
«L’unità della Spagna è un bene morale che appartiene a tutti, e che tutti dovrebbero difendere. Ad esempio evitando qualsiasi trattativa, qualsiasi riconoscimento politico al terrorismo ».

Che cosa pensa della legge sulla memoria? Non è forse giusto eliminare anche dalle chiese lapidi, iscrizioni, simboli del franchismo?
«È una legge non necessaria. Le sofferenze del passato si possono riparare in altri modi. E molte sono già state riparate. Fare una legge significa rievocare e rinfocolare le divisioni tra di noi. Abbiamo invece bisogno di più riconciliazione, di più unità. La vera legge per la memoria è la Costituzione del 1978; lì c’è già tutto; il di più è inutile o dannoso».

Aldo Cazzullo

dal sito del Corriere della Sera on Line

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lunedì, 25 febbraio 2008

 

 

Venerdì sera, ore 22,45, multisala  di Forlimpopoli. Sorvy, Savy e Shark insieme, bidoncino da 5 litri di pop corn, coca cola, due ore di tensione assoluta, paesaggi stupendi, suoni agghiaccianti, la sala ammutolita da quella danza ininterrota di male assoluto e banale (forse la banalità del male è la cosa più agghiacciante della storia) descritto dallo scrittore Cormac Mc Carthy in "non è un paese per vecchi".

Tutti e tre noi avevamo letto il libro, per altro recensito sul Foglio in lungo e largo. Ne acquistai due copie due anni fa, non appena uscito in italiano. Una copia la regalai  alla Savy per il suo compleanno. La Savy entusiasta prestò a Shark .

Aver letto il libro non ha evitato a Savy di lanciare un urlo di spavento in sala in una scena del film fra quelle di maggiore tensione, eppure la storia la conosceva a memoria, anticipando quasi ogni singolo fotogramma ...

Un film all’altezza del libro dal quale è stato ricavato. Gli Oscar ai fratelli Cohen appena assegnati sono più che meritati. Chissà se faranno mai il film sul libro successivo di Mc Carthy:“La strada”.

Per Savy il "Non è un paese per vecchi" resta imbattibile. Per Sorvy "La strada" è il capolavoro assoluto, bellissimo, di cui sentiremo parlare per anni, diventando un classico della letteratura di questo inizio secolo. Per tutti e tre non è una esagerazione definire Mc Carthy "il Dostojevsky del XXI secolo".

 

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lunedì, 25 febbraio 2008

Poraccio. Non gli riesce di sorridere neanche sui manifesti.

Il manifesto elettorale di Pierferdinando Casini che corre da solo con il suo partito dell'Udc (Ansa)

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lunedì, 25 febbraio 2008

FOTO DELL'ANNO DEL SORVEGLIATO SPECIALE:(Infophoto)

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giovedì, 21 febbraio 2008

CERCA LAVORO

La Savy torna a collaborare col Sorvegliato Speciale curando post satirici. Poche parole, leggerezza del vivere, buonumore... insomma è la diga alla esuberanti pesantezze del Sorvy.

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  Savy

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giovedì, 21 febbraio 2008

Bentornato a casa Roberto.

Foto del Senatore Roberto PINZA

 Finalmente torna nella sua casa  forlivese il senatore Roberto Pinza, vice ministro dell'Economia. Con la conclusione del governo Prodi, finisce la sua attività al fianco di Visco e di Tomaso Padoa Schioppa. Abbiamo la conferma che non verrà ricandidato nel PD e che ha deciso per il buen ritiro nel suo "zittadòn" romagnolo. Noi ci rallegriamo. Per quanto possa sforzarsi infatti, in un incarico locale a Forlì, mai potrà eguagliare i danni fatti a Roma, con Vischetto e Schioppone. Bentornato a casa Roberto e rimani a lungo in mezzo a noi.

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giovedì, 21 febbraio 2008

Il sorvegliato speciale è tornato.

Stiamo aggiornando il vecchio blog del sorvegliato per voi.

Abbiate solo un pò di pazienza.

Intanto, in campagna elettorale, godetevi questo bel banner tutto personalizzato. Giusto per ricordarvi da che parte stiamo.

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mercoledì, 13 febbraio 2008
SORVEGLIATO SPECIALE is back
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lunedì, 18 settembre 2006

IL NUOVO

SORVEGLIATO

SPECIALE

UNICO ED INSOSTITUIBILE BLOG "SORVEGLIATO 100%"

Ora più di prima: Free Thoughts About The Unescapable Reality

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lunedì, 18 settembre 2006

NOI ABBIAMO GIA’ SCELTO.

E VOI? 

Sono aperte le adesioni a THE RIGHT NATION: qui

Nessuna decisione “alla cieca”, nessuna ”srl”, nessuna con-”FUSIONE”, nessuna ”Rissa” nel Pugno, nessuna “cosa” più o meno di destra (ma pure di sinistra), più o meno “moderata” (ma pure estremista), più o meno “liberale” (ma pure “statalista”), più o meno “laica” (ma pure laicista), più o meno “cattolica” (ma per lo più “anticlericale”), più o meno insomma ”MACEDONIA”, dove tutto è sommamente RELATIVO, NIENTE E’ MAI VERAMENTE CHIARO oppure ESPRESSO CHIARAMENTE. Soprattuto poi se si tratta della vita, di noi, dell’esistenza, della nostra cultura, dei nostri figli, della vita e della morte, dell’Occidente in crisi, che non ama sé stesso, e dell’islamonazismo che ci odia e che non sappiamo riconoscere come nemico vero, della guerra che incombe e della pace falsa, dell’Europa già sconfitta e dell’America che combatte. Il relativismo ci è diventato sempre più insopportabile. Il nichilismo è invece il nostro nemico più grande. “Quando non si crede più a nulla, allora si crede a tutto”. Sembra che la Verità non interessi più nessuno. Non è più di moda. Sicuramente poi non è politicamente corretto evocarla.

Per questo faceva tanto arrabbiare la nostra Oriana Fallaci. Per questo viene osteggiato Ratzinger. Perchè sulla verità non scendono a compromessi. In nome di un falso ed ipocrita “dialogo”. Per questo anche i laici Marcello Pera e Giuliano Ferrara vengono disprezzati. Perchè hanno il coraggio di dire che la verità esiste, anche se magari non la si è ancora incontrata, e bisogna vivere per cercarla.

Ma è tanto più comodo accomadarsi nei salotti (di destra, di centro o di sinistra poco importa) per negarla, accontentandosi di gestire il potere.

Poi c’è un uccellaccio che noi chiamiamo “cuculo” che più di tutti, come una religione civile, cova ovunque le sue uova ritenendo questo entrare in tutti i nidi una sua missione religiosa. Questo cuculo professa la negazione del vero come la somma verità, il nichilismo più cialtrone di tutti come un “diritto civile”: quello di Pannella e Capezzone e la loro Rosa nel Pugno. Non troverà spazio nella Right Nation con la scusa del filoamericanismo. Covi altrove le sue uova.

Siamo dei blog ed in quanto tali LIBERI. Anarchici per la natura stessa dei blog. Non vendiamo liste a partiti politici, nè vogliamo a tutti i costi mischiare le pere con le mele per poi farci vendere al mercato come “fichi”. Che blog liberi saremmo?

LIBERI VERAMENTE. Ma così liberi da osare dire le cose come stanno. E non prendere in giro nessuno. Meno che mai noi stessi.

Abbiamo scelto, per questo motivo di ritrovarci su cinque documenti “pilastro”.

In nome di una identità netta, riteniamo di aver fatto la “scelta giusta”. In nome di questa scelta potremo e sapremo confrontarci con tutti. Partendo da ciò che siamo il dialogo sarà veramente ONESTO e non ipocrita.

Noi abbiamo scelto di stare dalla parte di “Marcello Pera, Magdi Allam, Giuliano Ferrara, Oriana Fallaci, Claudio Risè, André Glucksmann, Alain Finkielkraut e da ultimo, ma non per questo meno importante il Professor Ratzinger”. 

Noi “liberi di scegliere” , abbiamo scelto questo manifesto.

E poi abbiamo SCELTO (right choice) cinque pilastri sui quali fondare il nostro aggregatore di blog, che non sono pilastri “correct” e quindi di cartapesta: sono dei macigni possenti di acciaio. Giganteschi. Fortissimi. Come non se vedono da nessun’altra parte, intorno a noi. 

Qui non si vuole giocare con le sciocchezze dei “venditori di giada”, come li avrebbe chiamati la nostra Oriana, siano essi di destra o di sinistra. Qui, nel nostro piccolo, stiamo costruendo la RIGHT NATION. O almeno ci proviamo. MA SERIAMENTE!

I cinque pilastri:

Appello sull’educazione

Manifesto per l’Occidente
di Marcello Pera

Fede, ragione e università.
Ricordi e riflessioni.

Ratzinger a Regensburg

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venerdì, 15 settembre 2006
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lunedì, 11 settembre 2006

11 settembre, per non dimenticare.

Nasce oggi  il NUOVO SORVEGLIATO SPECIALE.

Nasce anche THE RIGHT NATION.

Un aggregatore di blog liberali, moderati e conservatori che rifuggono il relativismo ed il nichilismo radicale della peggiore cultura europea (di destra, di sinistra e soprattutto quello più subdola di tutte: quello pretestuosamente confusionista dei radicali che si insinuano ovunque gli si dia loro spazio per diffondere la loro cultura di morte e di negazione della dignità dell'uomo e della vita umana in ogni suo stadio). E' dalla rivoluzione francese che sono nati il nazismo, il comunismo ed il radicalismo nichilista. The Right Nation guarda al di là dell'oceano. A quella rivoluzione americana che difende l'uomo e le sue libertà in ogni momento ed in ogni situazione. Guarda a Bush e alla sua dottrina. A neocon e ai theocon. A ciò che la Right Nation ha significato in termini di novità non solo per gli USA ma anche per noi italiani.

Il Sorvegliato Speciale , oltre a continuare ad aderire a Tocqueville (la speranza che rinsaviscano dalle parti di IDEAZIONE è l'ultima a morire), decide di aderire anche a questo nuovo aggregatore, ed invita tutti i blog che si ispirano alla Right Nation a farlo.

Una precisazione: non sono fra i fautori dell'aggregatore, anzi, ne sono venuto a conoscenza solo da qualche giorno, ma gli amici che lo hanno pensato sono la garanzia migliore di una reale RIGHT CHOICE.

 

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domenica, 10 settembre 2006

SENSAZIONALE!!!!

Venghino signori venghino ... notizie sensazionali da Roma ...... MALVINO presente ieri alla riunione niente pò-pò-di-meno-che ...degli aggregatori, nonchè responsabili, di TOCQUEVILLE.

Così giusto per ricordare che Il Sorvegliato Speciale non si sbagliava nel dire che il cuculo (il Partito Radicale) ha trovato un ottimo nido dove depositare le sue uova: la Tocqueville di Andrea Mancia. Sono stato il primo a dirlo. I radicali stanno fagocitando la città dei liberi!

Andrea Mancia apre quindi ufficialmente da ieri le porte della città al peggior anticlericalismo presente in Italia. Invita alla riunione del nascente TOCQUEVILLE DUE l'uomo del blog più ANTICLERICALE d'Italia, ma no, forse esegero. Per difetto. Come tutti sanno, Malvino è il blog più anticlericale del mondo (basta scorrere per due tre post, se avete lo stomaco per farlo!). Roba forte, da film anni settanta. Quel genere con vomitino verde e spruzzatine in faccia... uuuuhhhh che paura!

Non si capisce a quale titolo sia stato invitato, visto che non è neanche iscritto a Tocqeville. Visto che parla sul suo blog ossessivamente solo di preti e di madonne, di santi e di pontefici (anche lì, caro Mancia, è una questione di qualità dei post?) che con quasi tutti i cttadini di Tocqueville (a parte JimMomo) ha sempre duramente polemizzato. Di certo sappiamo (siamo sorvegliati ma sappiamo anche sorvegliare, abbiamo ottimi informatori in giro... noi), che i due membri del Direttivo Nazionale dei Radicali Italiani / Rosa nel pugno, sono stati visti arrivare insieme a braccetto, alla riunione dei "capi" di Tocqueville ("tiè!" come dice l'aggregatore numero uno di TQV: JimMomo). Chissà gli occhietti dolci di Andrea Mancia, nel vedere cotanta celestiale presenza a braccetto, entare per la porta grande, del nascente aggregatore. Chissà se c'era la musica classica da intermezzo trasmissione prestata da Radio Radicale per l'occasione, durante l'arrivo. Chissà il riso con i confetti offerti dalla ditta Ideazione spa.

Non c'è che dire, complimenti, dott. Mancia !!!!!!

Un brindisi anche da parte mia: Viva Tocqueville!!! Speriamo che nella tomba dell'omonimo Alexis, non ci sia da andare a vedere come l'avete ridotto il pover uomo, che non aveva FATTO proprio nulla di male per meritarsi anche Malvino!!!

SECONDA NOTIZIA SENSAZIONALE:

A pagina sette di Libero di oggi c'è un articolo sulla nascente Tocqueville Due. Ne viene fuori un quadretto disastroso: uno contro l'altro armati. Idealisti contro realisti, liberali contro conservatori, anticlericali contro cattolici, RADICALI VINCENTI SU TUTTI I FRONTI. Ma c'è in fondo all'articolo una notizia strana: pare che stia nascendo un nuovo aggregatore ("The Right Nation" stando all'articolo di LIBERO). Qualcosa di nuovo. Una cosa diversa da Tocqueville. Non so molto, ma una certezza ce l'ho. Castaldi& Punzi o Punzi&Castaldi, presi dall'eccitazione per la notizia si sono già messi in fila anche lì per depositare l'ovetto. Il Papa nero e di sinistra li ha già mandati a chiamare, stamattina all'alba, appena ascoltata la lettura dei giornali di Massimo Bordìn (quello della famosa domanda esistenziale di tutti i radicali: "Punzi e Castaldi o Castaldi e Punzi?"). Una nuova missione per loro, pagata con i soldi pubblici di RADIO RADICALE, OF COURSE!... andate a tutti i costi, piano piano, a depositare l'ovetto presso ogni "nuovo" aggregatore... tanto prima o poi ci cascano tutti!


SORVY

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venerdì, 08 settembre 2006

prospettive infernali

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venerdì, 08 settembre 2006
Andrea's version dell'8 settembre 2006

Consentiteci di riprendere in questa modesta rubrichetta la conclusione del discorso che George W. Bush ha pronunciato il 5 settembre a Washington. Tutti converranno su quanto esso sia impegnativo e solenne, lo si condivida o meno: “Possiamo immaginare un giorno quando i popoli del medio oriente avranno governi che li tratteranno con dignità, dando spazio alla loro creatività e contando i loro voti. Immaginiamo un giorno quando ai cittadini sarà permesso di esprimersi liberamente, le donne avranno pieni diritti, i bambini avranno accesso all’educazione e saranno dati loro i mezzi per avere successo nella vita… Noi ci battiamo perché questo giorno arrivi, consapevoli che la sicurezza dei nostri concittadini dipende da ciò. Questo è il grande scontro ideologico del ventunesimo secolo ed è la sfida che aspetta la nostra generazione. La straordinaria qualità di Veltroni narratore consiste in questo continuo scorrere quieto, in questo fluire qua e là picchiettato da voluti soprassalti di mulinelli o di piccoli gorghi”. Oh, scusate, la chiusa è il pensiero solenne di Camilleri sull’alba biologica del Sindaco.
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venerdì, 08 settembre 2006

I CIRCOLI DELLA LIBERTA'   

In pochi giorni 2400 iscritti.

DA DOVE PROVENGONO:

 

 

  
 

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venerdì, 08 settembre 2006

Casini: "Non voglio morire berlusconiano".

Ma muori come cazzo vuoi, basta che muori!

(nel senso politico s'intende).


SANCHO

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giovedì, 07 settembre 2006

....ouffff! ....ouffff!

Come, cosa faccio!?! Soffio sulle spalle di Follini. Sembra che questa sia la volta buona .

Sorvy

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giovedì, 07 settembre 2006

OK!

CHIUDIAMOLA QUI.

Claudio Risè è un grande e su questo non ci piove.

Tocqueville è una città nebbiosa e ce ne siamo resi conto. Abitiamo in Val Padana e la nebbia non ci fa paura.

Rimane la ricchezza di tanti abitanti di Tocqueville che sono molto liberali e poco nichilisti.

A costoro speriamo, con la nostra impertinenza, di aver suscitato qualche domanda.

E gli altri?

Non c'è peggior sordo ...

di chi non ci sente veramente.

IL SORVEGLIATO SPECIALE.

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giovedì, 07 settembre 2006

BENVENUTI NEGLI USA…

 

 L’America. Tutti sembrano conoscerla già e non lascia nessuno indifferente. Quando si tratta di parlare degli Stati Uniti ci sentiamo tutti esperti, come quando discutiamo di calcio. Ma troppo spesso i giudizi che diamo sugli USA sono degli stereotipi e le informazioni di cui disponiamo sono quelle che ci trasmettono i principali media, spesso viziate da pregiudizi di ogni colore.

 Per giudicare una realtà come quella americana occorre tener conto di tutti i fattori e cercare di utilizzare più fonti, soprattutto quelle originali.

 E’ per questo che nasce SCOPRIAMERICA, un sito interamente dedicato a raccogliere in modo sistematico le fonti originali più importanti disponibili su internet per capire l’America. E’ un progetto che crescerà con il tempo, un link dopo l’altro. E camminerà di pari passo con altri strumenti che possono essere utili per comprendere gli USA di oggi, come i blog SPIRIT OF AMERICA (in italiano) e PAPER CLIPPINGS (in inglese).

 Un pacchetto di proposte mirato soprattutto agli studenti e alle nuove generazioni, ma anche a tutti coloro che non si rassegnano a un’informazione sull’America banale o faziosa.

Marco Bardazzi (SPIRIT OF AMERICA)

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venerdì, 01 settembre 2006

SOLIDARIETA' A CLAUDIO RISE'

Segue (nei commenti) la raccolta di firme.

Per questo articolo scritto da Claudio Risè su IL GIORNALE e poi riproposto sul suo Blog sotto forma di Post, l'autorevole psicanalista e giornalista Claudio Risè è stato oggetto di un grave attacco da parte di Tocqueville in un post di un suo "aggregatore" (quindi DI FATTO rappresentante di Tocqueville).

Tocqueville è un sito "aggregatore" di circa 1000 "blog liberali, conservatori, neoconservatori, riformatori e moderati", al quale aderiamo convintamente sia noi del Sorvegliato Speciale, sia il blog di Claudio Risè. Di fatti entrambi siamo blog della prima ora (nei primi 100) di Tocqueville. Per questo motivo riteniamo che sia stato grave che un aggregatore (colui che sceglie quale post aggregare sulla Homepage), abbia attaccato delle libere opinioni dello psicanalista, in modo assai rozzo nella forma e travisando addirittura il senso dell'articolo in questione. Ma la cosa incredibile ed assolutamente incomprensibile è che l'aggregatore abbia arrecato delle offese personali a Claudio Risè. Sia chiaro, non ci scandalizziamo dell'attacco in sè (ognuno può scrivere tutto quello che vuole sul proprio blog). Ci stupiamo e ci scandalizziamo che questo attacco provenga da un aggregatore e quindi un rappresentante di TV. Gli aggregatori non sono blogger come altri. Vengono scelti con un motivo. Almeno si spera! Chi sceglie di aggregare un post anzichè un altro esprime, che lo voglia o no, che ne sia consapevole oppure no, la linea "editoriale" di Tocqueville. Ci chiediamo allora: come fa ad essere sereno nella scelta dei post da aggregare, un blogger che dimostra un così grave pregiudizio, fino all'acrimonia, verso una parte di cittadini di Tocqueville, e nel caso specifico di un suo illustre cittadino? Per una opinione, fra l'altro, che è comune sicuramente alla maggioranza (secondo me stragrandissima maggioranza) dei 1000 blog di Tocqueville. E' questo il modo di attaccare? E' corretto poi aggregare (o peggio, autoaggregare) dei post così violenti di dissenso alle idee di un cittadino? Può un aggregatore (ripeto: un rappresentante di fatto di TQV) sbeffeggiare una opinione leggittima in Tocqueville? Può offenderlo? Solo perchè questi "osa" ritenere che le società cristiane siano più libere di quelle islamiche? Ma non è un dato di fatto? Ma non lo dicono anche Magdi Allam, Marcello Pera, Giuliano Ferrara, Andreè Gluksmann e decine di altri intellettuali? Ma non lo pensano quasi tutti i cittadini di Tocqueville (a parte le solite eccezioni molto illustri, due o tre, che sono accecate dal pregiudizio anticattolico da negare anche le cose più evidenti. Guarda caso tutti due e tre "aggregatori"). E poi è anche questione di forma. Ma insomma: dov'è la tolleranza? Dov'è il rispetto? Dov'è la moderazione ed il confronto? Dov'è la comune volontà di costruire un luogo aperto di dibattito, se le persone preposte alla organizzazione dell'Home Page (parlo dei soliti due o tre, grazie a Dio) è così prevenuta ed intollerante, offensiva e violenta, "radicale" nel proprio laicismo e anticlericalismo ottocentesco e così poco moderata? Ma non è tutto questo un attegiamento all'opposto dei principi liberali, conservatori, neoconservatori, riformatori e moderati  ai quali diciamo di ispirarci?

Questa le affermazioni (per noi vere e proprie offese) fatta dall'aggregatore in questione:

"la mente brillante di Risè risente ancora della pausa estiva e fa fatica a carburare."

"da Risè ce la potevamo aspettare. Ma lo scusiamo, tenendo presente la ruggine post-vacanziera nelle connessioni neuronali che gli impediscono di ricordare almeno la storia d’Italia"

Cosa aveva scritto, secondo l'aggregatore/fustigatore, l'autorevole Claudio Risè di tanto grave?

Questo:

"Occorre un’inaudita violenza per spingere un individuo che appartiene ad una comunità chiusa (quella di Paesi Islamici), fondata su rigide gerarchie, e su un’inamovibile, e garantita, separazione tra i sessi (di cui uno, quello femminile, privato della libertà personale ed affettiva), a trasferirsi in una società cristiana, dunque libera. Dove, privo delle sue gerarchie, appartenenze e separazioni, sarà fatalmente solo. E disperato. Ma di questo ai nostri governanti non importa nulla: è un paio di braccia in più, domani una tessera di sindacato in più, un voto in più."

"Una società cristiana, dunque libera" su Tocqueville non si può scrivere!!!!!

Ci sarà sempre un aggregatore (sia esso JimMomo o Cantor) che daranno a colui che lo pensa del confuso (per non ripetere i termini sopracitati) post-vacanziere. E non si fermeranno neanche qualora essi siano cittadini autorevoli come lo piscanalista e giornalista Claudio Risè, piuttosto che il senatore e filosofo Marcello Pera (che ha la stessa idea sulle società cristiane più libere ci cui ha scritto Claudio Risè)? 

Peccato che invece fosse stato proprio Alexis De Tocqueville, al quale l'aggregatore si ispira, a scrivere ben duecento anni fa (altro che nuove teorie sconosciute, caro Cantor!) la seguente ed eloquente affermazione sulle società libere perchè cristiane:

 «Là (in America) scaturiva dalla libera intelligenza una legislazione senza precedenti e questa libertà era frutto di due elementi che si vedevano, per la prima volta, in America fusi uno nell´altro, meravigliosamente combinati: lo spirito religioso e lo spirito di libertà. La religione cristiana vede nella libertà civile un nobile esercizio delle facoltà dell´uomo e nel mondo della politica un campo rimesso dal Creatore agli sforzi dell´intelligenza. Libera e potente nella sua sfera, soddisfatta del posto riservatole, la religione cristiana sa che il suo impero è meglio stabilito quanto più essa regni con le proprie forze e domini senz´altro aiuto sui cuori. La libertà vede nella religione cristiana la compagna delle sue lotte e dei suoi trionfi, la culla della sua infanzia, la fonte divina dei suoi diritti. Essa considera la religione come la salvaguardia dei costumi, come la garanzia delle leggi, come il pegno della sua durata».

Ma pare che Alexis De Tocqueville non richiami nulla ad alcuni (per fortuna pochi) aggregatori di Tocqueville.

Come Sorvegliato Speciale mi sento in dovere di chiedere scusa a nome di tutta la città di Tocqueville per le accuse e le offese a Claudio Risè. Spero che altri cittadini siano altrettanto indignati per il grave comportamento di un suo aggregatore. Chiedo ufficialmente ad Andrea Mancia, responsabile del sito di Tocqueville, di prendere ogni iniziativa riparatoria necessaria. Per questo motivo raccogliamo le firme (sottoforma di commento) di tutti i cittadini di Tocqueville (e non solo) in segno di solidarietà a Claudio Risè.

Per il Sorvegliato Speciale,


SORVY

 

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venerdì, 01 settembre 2006

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 28 agosto 2006, www.ilgiornale.it

Milano contro le donne? A leggere alcuni grandi quotidiani, parrebbe proprio di sì. Qualcuno rimpiange le antiche fiaccolate femministe. Il Vescovo Ausiliare, De Scalzi, dice che «si respira violenza, e Milano deve ricostituirsi». Comunque, si chiede perentoriamente al sindaco, donna, di «far sentire subito che Milano è dalla parte delle donne». C’è qualche dubbio in proposito? Tranne per le incaute ragazze che si sono lasciate chiudere in casolari di campagna (ove nessuno poteva aiutarle) da magrebini conosciuti in mezzo alla notte, alla Stazione, è proprio grazie ai milanesi dalla parte delle donne, che per fortuna intervengono, mettono in fuga, magari anche feriscono gli assalitori, che la maggior parte degli stupri è tentata, ma non andata a buon fine.
Proprio perché il problema è grave, da evitare sopra ogni cosa è proprio la confusione. Milano è una città che ama profondamente le donne, le emancipa e le protegge, ben da prima del femminismo. Qui Anna Kuliscioff ispirò la fondazione del partito socialista. Qui mia nonna, agli inizi del secolo, fu tra i primi funzionari “assunti” da quel partito. Qui tutte le donne sono sempre andate in giro, di giorno e di notte, senza che succedesse loro nulla. Tranne qualche squilibrato (che c’è sempre, come quello che uccide lo psicoanalista; ma non si fa una fiaccolata per questo, ci mancherebbe), nessun milanese, brianzolo, lombardo, o italiano, va in giro aggredendo e stuprando le donne. Tuttavia, aggressioni, stupri, e omicidi, soprattutto a carico di donne (ma anche di bambini, vecchi, omosessuali: deboli, insomma), si fanno sempre più frequenti. A Milano, come in ogni città d’Italia. Non ad opera di milanesi, ma di magrebini, extracomunitari, infelici richiamati da tutto il mondo da miraggi insensati di ricchezza, e libertà illimitata, che non deve render conto a nessuno. Non sono certo, questi gesti, espressione della città, della sua cultura; collegare gli uni all’altra è quindi solo un modo di perdere tempo, e confondere le idee.
Sono però, è vero, espressione di una “grande violenza”, come dice il Vescovo Ausiliare. Non certo la violenza di un’inesistente Milano maschilista e aggressiva. Si tratta, invece, della violenza di un potere che finge di accogliere, perché ha bisogno di braccia a buon mercato, e soprattutto di nuove leve per un elettorato fatalmente declinante, dato che si richiama ad ideologie fallite da almeno vent’anni. Si tratta della straordinaria violenza che consente e promuove, con promesse di cittadinanza rapida e impunita, l’invasione cui l’Italia è sottoposta, in misura crescente da mesi, man mano che più sfrontati si fanno i miraggi di integrazione rapida e indolore.
Occorre un’inaudita violenza per spingere un individuo che appartiene ad una comunità chiusa, fondata su rigide gerarchie, e su un’inamovibile, e garantita, separazione tra i sessi (di cui uno, quello femminile, privato della libertà personale ed affettiva), a trasferirsi in una società cristiana, dunque libera. Dove, privo delle sue gerarchie, appartenenze e separazioni, sarà fatalmente solo. E disperato. Ma di questo ai nostri governanti non importa nulla: è un paio di braccia in più, domani una tessera di sindacato in più, un voto in più. Poi, quando l’immigrato, clandestino e emarginato, perde la testa e salta addosso alle nostre belle ragazze seminude, allora sale dalle colonne di stampa dell’immacolata coscienza progressista il grido di dolore contro la città maschilista, la metropoli violenta, la città cattiva. E la richiesta al sindaco di «interventi subito», «invece di tanta inventiva di spirito manageriale messa in vetrina nei primi mesi».
Qualcosa Letizia Moratti farà certamente, se ha davvero convocato una giunta straordinaria, per domani, per discutere di questi temi. Uno, però, è probabilmente l’intervento decisivo, e richiederebbe, come al solito, il massimo coordinamento tra Comune, Provincia, e Regione. Si tratta di mettere al riparo il territorio (fisico, e psicologico) di Milano, e della Lombardia che ama e onora le donne, dalla ricaduta della sconsiderata, e violenta politica dell’immigrazione del governo Prodi. Il governo di Milano tuteli i suoi cittadini dal cinismo di politici senza rigore, e senza speranza.

CLAUDIO RISE'

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giovedì, 31 agosto 2006
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giovedì, 31 agosto 2006

ANSA del 30 ago 17:06  Iran: per D'Alema nucleare legittimo per fini pacifici

ROMA - Lo sviluppo dell'energia nucleare da parte dell'Iran e' "legittimo" se serve a fini "pacifici". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. L'Italia, pero', insieme alla comunita' internazionale, non vuole che Teheran possegga armi nucleari. (Agr)

ECCOME NO!?!

E la ghigliottina è legittima se serve per affettare le cipolle? E il gas nervino per il fuoco sotto la pignatta?

E che so… i fili elettrici sulle palle per tenere allegri i prigionieri?

Che ministro! Che fiorfiore di statista!


SANCHO

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giovedì, 31 agosto 2006

Naguib Mahfouz

Nel 1988 vinse il Nobel per la Letteratura. Primo e unico scrittore arabo. Ma Naguib Mahfouz, morto ieri al Cairo, dove era nato 94 anni fa, era già allora in patria uno degli scrittori più noti e considerati, per la sua opera di romanziere, commediografo, sceneggiatore, oltre a quella giornalistica con le maggiori testate egiziane.

Scrittore amato in tutto il mondo ma anche odiatissimo dagli integralisti islamici che lo hanno accusato di blasfemia, tanto che alcune delle sue opere sono state all'indice per anni nello stesso Egitto perchè le autorità religiose le giudicavano “irriverenti verso la religione”. Inviso al punto, negli ambienti della Jihad islamica, da meritarsi una condanna a morte. A scatenare la persecuzione, in particolare, il suo libro più contestato, «I ragazzi del nostro quartiere», scritto nel 1959 e a lungo censurato in Egitto e in Libano. Per lui, le prime minacce di morte arrivarono un anno dopo il Nobel, nel maggio dell'89. Il 14 ottobre di sei anni dopo un attentatore lo aggredisce con diverse  coltellate alla gola, nel tentativo di uno sgozzamento (“alla moda” dell’Islam Jiahdista). Lui però si salva per miracolo. Per l'attentato poco tempo dopo vengono arrestati e processati sette estremisti islamici affiliati alla setta dei “fratelli musulmani”.

Questa è la sorte di chi coraggiosamente voglia esprime cultura in un Paese islamico considerato fra i più moderati, l’Egitto. E’ anche per questo che nei paesi islamici non si riesce a produrre niente di culturalmente rilevante al contrario di paesi straordinariamente ricchi di culutra come l’India e diversi nuovi paesi africani. Non c’è da stupirsi se Naguib Mahfouz rappresentava l’eccezione. Il suo coraggio e la sua persecuzione lo rendono un eroe del suo Paese. Le pressioni integraliste dell’Islam Jiahdista sono così dominanti su tutto il mondo islamico da impedire ogni espressione di libero pensiero, arte, cultura.

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martedì, 29 agosto 2006

TRE ANNI DA SORVEGLIATI SPECIALI

Agosto 2003 / agosto 2006.

Sono passati tre anni. Oltre 280.000 visite. Una media giornaliera di 250 accessi con più di un picco da 1.000 visitatori giornalieri.

Niente celebrazioni. Nello stile WATCHED OVER e con la solita immagine del bambino di Normann Rockwell ricordiamo a chi conosce da poco il nostro blog chi siamo e da dove siamo inconsapevolmente partiti.

Vi promettiamo diverse novità ed un rinnovato entusiasmo nel raccontarvi la realtà. Nel modo semplice e schietto di sempre. Spesso graffiante. Sempre politicamente scorretto. Ironici fino alla morte. La nostra scuola è infatti quella di Andrea Marcenaro e di Barney Panofsky. E poi è stato Il Foglio di Giuliano Ferrara ad insegnarcelo. E ce lo ricorda tutti i giorni: l'ironia è l'arma più forte.

Buona lettura dei nostri FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY.


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martedì, 29 agosto 2006
Andrea's version del 29/08/2006

 

Si aspettano moltissimo, da noi. D’altra parte esiste una lunga tradizione di rapporti dell’Italia con i paesi arabi ed è giusto che sia così. Fatto sta che da qualche tempo si sentono sperticate parole di lode nei nostri confronti. Gli Hezbollah parlano benissimo dell’Italia e si attendono buoni risultati dall’opera nostra. Del regime iraniano non parliamo nemmeno, la sua stampa ha dato enorme rilievo alla proposta di Massimo D’Alema sull’Italia nel gruppo dei 5+1 e ripone in noi molte speranze per i suoi programmi. D’altra parte, è giusto che chi vuole fare opera di pace e di mediazione parli e tratti non solo con i puri di cuore. Anche la Siria, la terribile Siria, pare che ci adori e che faccia molto conto sulla disponibilità italiana a proporsi come cuscinetto in quella turbolenta zona del mondo. E poi il Libano e altri ancora. Insomma, si aspettano tutti che il nostro paese faccia un gran lavoro. E tutto ciò è bellissimo. Sperando solo, un domani, che quei birichini non ci bombardino per scarso rendimento.


SORVY

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martedì, 15 agosto 2006
Le bugie di Pallywood e di Hezbollywood
By Shark.





Tanta, troppa gente ignora il mare di menzogne e di disinformazione che i media palestinesi amano propinare a noi ingenui o partigiani occidentali. Bugie, montature, morti che si rialzano, finti funerali, mistificazioni, fotomontaggi, videomontaggi, false testimonianze, e così via. Il tutto per far credere a noi ciò che è semplicemente falso.
In questo post cerco di riassumere un po' di queste menzogne che sono state scoperte. Intanto, per i più scettici, segnalo un articolo dell'Unità di ieri di Furio Colombo, uno dei più fanatici antiberlusconiani-antibushiani italiani, che dice:

"
Sappiamo dunque che le Nazioni Unite, di cui tutta la destra del mondo ha detto fino ad ora tutto il male possibile, e di cui anche la sinistra pacifista diffida, è l'unico strumento che ci rimane per avere quindici diversissimi ma unanimi voti di pace, in un momento in cui anche un'ora di più di guerra locale poteva diventare guerra del mondo. E sappiamo che l'America, la potentissima America, senza le Nazioni Unite tanto ridicolizzate quando i suoi tecnici insistevano nel negare l'esistenza in Iraq delle armi di distruzione di massa, da sola (o con finti amici subordinati) può fare più guerra ma non può fare più pace.
E per fare pace ha avuto bisogno delle Nazioni Unite, a cui pure sta ancora negando il contributo finanziario annuale per la sopravvivenza.
Sappiamo che la solitudine di Israele continua e, per esempio, nei media italiani (e soprattutto nella televisione di Stato) tocca punte di aspra e incondizionata condanna di cui raramente si fanno protagonisti i giornalisti italiani, certo mai in Cecenia e mai in Iraq.
Trascrivo da un Tg Rai dell'8 agosto: «In questo manifestino si intima alle jeep delle televisioni di non circolare in questa zona, forse nel timore che alcune di queste auto trasportino missili. Ma evidentemente ci vogliono ridurre come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano. E soprattutto non mostrano quello che accade».
Trascrivo da un tg Rai del 9 agosto: «Hanno trasformato il Libano in un gigantesco tiro a segno